Tutti i metodi per ingrandire (veramente) il pene

 

Le dimensioni medie del pene nel maschio italiano

Quanto all’argomento “ingrandire il pene”, i maschi italiani non fanno eccezione rispetto alla media europea. Le dimensioni standard si aggirano tra i 14.5cm e i 16.7cm in erezione: una lunghezza molto più che sufficiente per garantire e trarre soddisfazione.

Nella donna, infatti, la parte sensibile alle stimolazioni non supera i primi 7cm della vagina. Molte volte l’uomo, non si accontentandosi di dimensioni normali, rende l’aumento del volume e della lunghezza del pene una vera e propria questione di autostima e di amor proprio.

Tanti metodi per ingrandire il pene

Non esiste un solo modo per ingrandire il pene: attualmente si possono mettere in atto parecchi metodi per ottenere il risultato desiderato.
Alcuni sono invasivi, altri garantiscono risultati nel breve termine e, altri ancora, richiedono costanza. Dal momento che non esiste una strategia migliore di un’altra in termini assoluti, ognuno valuterà quella più confacente al proprio caso.

L’intervento chirurgico

Questa soluzione, tanto drastica quanto definitiva, è da prendere in considerazione in casi che richiedono dei netti miglioramenti, non ottenibili con metodi alternativi di comprovata efficacia. Gli stati di micropenia, vale a dire di dimensioni al di sotto degli 8-9 cm in erezione, rientrano in questa casistica.

L’operazione garantisce un aumento massimo della lunghezza e del volume di un quinto rispetto alle misure di partenza, ma presenta degli inconvenienti:

• richiede il ricovero;
• come ogni intervento chirurgico, presenta dei rischi;
• non garantisce un risultato definitivo nel 100% dei casi.

Pertanto è una possibilità che va ponderata insieme al proprio medico e, preferibilmente, richiedendo il consulto di altri specialisti.

Integratori: sono efficaci o no?

Questo tipo di prodotti garantiscono miglioramenti in tempi ragionevoli e nei limiti della durata della cura, pertanto danno il meglio di sé quando siano abbinati almeno ad un altro metodo per ingrandire il pene.

Si tratta di preparati che non richiedono alcuna prescrizione medica, in compresse o in flaconcini, da assumere secondo le raccomandazioni indicate nel foglietto illustrativo e, soprattutto, senza eccedere nelle dosi.

Agiscono stimolando la circolazione locale e favorendo il riempimento dei corpi cavernosi, con primi risultati visibili fin dalle prime settimane di assunzione.

Size gain, integratore per ingrandire il pene

In compresse o in flaconcini, Size Gain è un prodotto da banco studiato per aumentare le dimensioni del proprio membro virile. L’integratore è disponibile in più formati, i più venduti dei quali sono:

SizeGain Plus: in astuccio da 30 compresse, queste pillole blu a base di pepe nero, ginseng e serenoa agiscono positivamente sulla circolazione locale, aumentando le dimensioni del pene. La dose raccomandata è di una pastiglia al giorno, meglio se presa al mattino e a stomaco pieno.

SizeGain Instant Plus: è il formato ideale per chi preferisce gli integratori liquidi. In confezione da 15 flaconcini, basta assumerne uno al giorno e un altro trenta minuti prima del rapporto.

Dispositivi meccanici: pompe ad aria e ad acqua

L’utilizzo di tali strumenti è tanto più efficace quanto più si è costanti. In fondo, aumentare le dimensioni del pene con questo metodo non è molto diverso dal praticare delle sessioni d’allenamento in palestra.

Dedicare un quarto d’ora al giorno per diverso tempo all’uso delle pompe porterà ai risultati desiderati, con primi benefici sin dall’inizio del trattamento. Tali risultati dipendono da un progressivo aumento dell’afflusso del sangue verso i corpi cavernosi.

L’istituzione nel settore è Bathmate: le loro pompe ad acqua sono le migliori in commercio.

L’efficacia di Bathmate Hydro7

Questo articolo è il più venduto nella sua categoria: l’opportunità di utilizzarlo quotidianamente per un quarto d’ora, mentre si sta sotto la doccia o dentro la vasca da bagno lo rende molto pratico.

Consigliato a chiunque avesse un pene (eretto) di dimensioni inferiori ai 17,7cm, contrasta il fenomeno del ritiro, eventualità abbastanza frequente una volta superati i quarant’anni.

La pressione esercitata dall’acqua alla base del membro fa in modo che, gradualmente, aumenti il flusso sanguigno ai corpi cavernosi e se ne prolunghi il tempo di permanenza. Rispetto ad altri prodotti equivalenti, non secca la pelle ed evita alla radice il problema delle micro-abrasioni.

Il funzionamento di Bathmade Hydro7 è molto semplice: basta riempire la parte interna con l’acqua calda ed alloggiarvi il pene, mettendo, nel frattempo, la pompa in pressione e facendo uscire l’acqua in eccedenza. Riprendere appena il sottovuoto ricavato inizia ad esaurirsi.

Estensori a trazione

Questi strumenti agiscono in maniera diversa rispetto alle pompe ad acqua: esercitano un’estensione (da qui il loro nome) finalizzata allo stiramento dei tessuti, stimolando la riproduzione cellulare.

Estensore Andromedical Androextender

Prodotto da un’azienda leader sul mercato, Andromedical Androextender va usato sul pene non eretto dalle quattro alle nove ore al giorno non continuative. I risultati saranno visibili dapprima a riposo e, successivamente, in erezione. Si può usare l’estensore quando più lo si ritiene opportuno e senza particolari limitazioni nella posizione da assumere.

L’attrezzo è rivolto a coloro che hanno un pene in erezione di almeno 8cm e rientrino nella fascia d’età tra i 18 e i 65 anni. L’aspettativa media sul risultato è di 0,2-0,5 cm mensili, con un risultato non suscettibile di regressione, ma definitivo.

Metodi naturali, senza effetti collaterali

Tali tecniche, se apprese ed applicate in concomitanza con altre, favoriscono l’afflusso di sangue ai corpi cavernosi del pene e la sua permanenza, con risultati visibili dopo qualche mese. Si assiste a un miglioramento della funzionalità della prostata, con aumento dell’erezione, della durata dei rapporti e conseguente soddisfazione propria e della partner.

Questi metodi, assimilabili ad una vera e propria ginnastica locale o a tecniche di massaggio, puntano anche alla stimolazione del pavimento pelvico, producendo come effetto collaterale (positivo) un aumento delle dimensioni in erezione. Inoltre concorrono a prevenire un disturbo come l’incontinenza, perché, in un certo senso, “educano” a sentire lo stimolo alla minzione.

Esercizi di Kegel

Ideati negli Anni Quaranta dall’omonimo medico, gli esercizi di Kegel consistono nel rinforzare e rendere più ricettivo il pavimento pelvico, mediante tensione e rilassamento cadenzati dei muscoli pubo-coccigei (gli stessi che entrano in funzione quando si trattiene la pipì).

Questo tipo di ginnastica locale è ideale sia per gli uomini che per le donne, con maggiori benefici in caso di sessioni ripetute e tempo medio per ogni singola contrazione di 3-5 secondi.

La comodità del metodo sta nel poterlo attuare in autonomia e in qualunque luogo senza essere notati. Non esistono limiti nel metterlo in pratica, a patto che i tempi di rilassamento e quelli di tensione si equivalgano.

Massaggio Jelqing

Quello Jelqing è un massaggio da fare senza fretta. Assicura risultati permanenti, incoraggianti sin dai primi due mesi di trattamento, se messo in pratica correttamente tutti i giorni. Tale tecnica prevede il susseguirsi di alcune fasi:

• riscaldamento e riattivazione della circolazione: usare dell’acqua o un panno caldo, per evitare di danneggiare il pene;

• esecuzione: il membro maschile deve essere semi-eretto e ben lubrificato con prodotti a base acquosa o oleosa. Congiungere pollice e indice a cerchio in corrispondenza della base e muovere le dita così disposte verso l’alto, applicando una leggera tensione. Si può lavorare anche con l’altra mano: una ferma, con due dita chiuse ad anello all’attaccatura del pene e la seconda in movimento verso l’alto, con arresto in prossimità del glande.

• Ripetizione: scandire la sequenza più volte, aumentando la durata e il numero delle singole esecuzioni man mano che si prosegue con il trattamento;

• rilassamento: analogamente alla fase di riscaldamento, si usano fonti di calore.

Ancora una volta, va ricordato che tutti i metodi descritti richiedono un’applicazione costante e la loro probabilità di successo dipende dalla predisposizione personale di ciascun uomo. Tenere presente, infine, che per trarre maggiori benefici, è opportuno utilizzare più tecniche contemporaneamente.