Cos’è e come trovare il punto G

Una delle domande più frequenti che mi viene posta è se esiste e come trovare il punto g. Trovare il punto g e stimolarlo è più semplice del previsto, e io vi dirò come farlo.

Cos’è e dove si trova il punto G

Ogni tanto quando spiego cos’è e dove si trova il punto G, mi immagino gente che parte in spedizione al centro della terra alla ricerca dell’arca perduta.

Spesso ritenuto più una leggenda che un qualcosa di esistente, l’esistenza del punto G è stata confermata solo da uno studio “The clitoral complex: A dynamic sonographic study” fatto da Foldes P. and Buisson O. nel 2009, dove il punto G viene descritto come un complesso di strutture e rinominato “zona uretro­clitoro-vaginale”.

Con la definizione “punto G” – invece – si dava l’idea che fosse proprio un punto, una piccola sezione difficile da individuare, quasi impossibile. Un piccolo fascio di terminazioni nervose collocato sulla parete anteriore della vagina, nella parte superiore, dietro l’osso del pube.

 

ecco dove si trova il punto GPerché si chiama punto G

 

Il suo nome lo dobbiamo a Ernst Gräfenberg, il primo ginecologo che nel 1944 ne ha parlato, anche se  – in realtà – non ha dimostrato molto, diciamo che ha ipotizzato la sua esistenza. Il ginecologo tedesco è noto soprattutto per aver sviluppato degli studi sul ruolo dell’uretra nell’orgasmo femminile.

Da cosa è formato il punto G

Vediamo ora da cosa è formata questo complesso

Da una parte di vagina. Se si va a esplorare la vagina, si potrà sentire sul lato che guarda verso il monte di Venere o l’ombelico, che la superficie non è liscia. In corrispondenza del clitoride, infatti, nella parete interna della vagina, si potranno avvertire delle specie di creste, o protuberanze rugose, di solito appena dopo quel pezzo duro che si sente, che altro non è che il punto dove le ossa pubiche si uniscono nella sinfisi pubica.
Se accarezzato, questo cuscinetto rugoso si gonfierà diventando turgido il più delle volte accompagnato da una sensazione piacevole.

Dal clitoride. Durante lo studio ecografico hanno notato che, una volta individuata la zona di piacere, parte del clitoride – sotto l’azione dei muscoli pelvici – veniva risucchiata in profondità e contribuiva a dare piacere con la stimolazione. Ora, dalle esperienze che ho raccolto, non sempre con la stimolazione del punto G, spesso mirata a portare all’eiaculazione femminile, si va a toccare o ad “attivare” il clitoride. La sua partecipazione dipende da momento a momento, da donna a donna e da cosa una donna, consapevole dei suoi muscoli e delle sue sensazioni, voglia mettere in gioco.

Dalla uretra e i suoi annessi. L’uretra femminile, così come quella maschile, si trova dentro un tubo spugnoso che con l’eccitazione si riempie di sangue per proteggere l’uretra, nella donna, dall’attrito durante il rapporto sessuale e per far sì, nell’uomo, che questa non venga compressa dai corpi cavernosi e garantire la fuoriuscita dello sperma durante l’eiaculazione.
Nella donna ha la stessa funzione di protezione e si comporta nello stesso modo lasciando l’uretra aperta e non chiusa. A proteggerci dalle perdite di urina ci pensano gli sfinteri muscolari che di solito con gli orgasmi si contraggono ancora di più. Nel caso della eiaculazione o squirting, uno dei trucchi è quello di saper lasciarsi andare e rilassare quella parte di muscoli affinché non ci sia la “porta” chiusa.

Dalle ghiandole di Skene. Inglobate dentro la spugna periuretrale ci sono le ghiandole di Skene, o ghiandole parauretrali, che sboccano ai lati della uretra, e le ghiandole uretrali che sboccano lungo l’uretra. Non è ancora chiara la forma e distinzione di queste ghiandole e se quello che le differenzia sia solo il punto dove riversano i fluidi che producono. Hanno una struttura a corallo ed è possibile che in alcune donne non siano presenti (anche se – mi chiedo – se sia realmente così o se non si atrofizzino se non sono usate).
Le ghiandole di Skene sono il corrispettivo della prostata nell’uomo, si è visto come queste producano l’antigene prostata­specifico (PSA). Taluni ipotizzano che le ramificazioni di queste ghiandole siano interconnessi anche con il tessuto erettile della clitoride.

composizione del punto G

Come trovare il punto G

Come trovare il punto G? Andando a esplorare!
Solitamente si trova scritto che si trovi a 2/3 cm dall’entrata vaginale, ma non per tutte le donne è così: alcune ce l’hanno più vicino all’ingresso della vagina mentre altre un po’ più in profondità. Consiglio di andare a toccare tutta la parete vaginale per individuare in quale parte si trovi nel vostro caso specifico: se accarezzata, porta a sensazioni diverse che possono essere sia di piacere che di fastidio.
Le prime volte capita che, con la stimolazione del punto G, si senta il bisogno di urinare proprio perché si va a stimolare direttamente l’uretra, un po’ come capita con la stimolazione anale quando il nostro cervello registra il bisogno di scaricarsi.
Il punto G si può esplorare da sole con le proprie mani, se invece le proprie dita non riescono a individuarlo perché corte, potrebbe esserci bisogno di aiutarsi con un sex toys dalle curve adatte. Il vasto mercato dei sex toys ha realizzato una gran quantità di modelli per la stimolazione del punto G: si tratta dei vibratori per punto g o stimolatori dalla forma particolare e dalla testa appiattita in grado di raggiungere e stimolare il punto G.
Se si è in compagnia, invece, si può chiedere al partner di trovare questa zona sia con le mani, che con un sex toys o, per i più esperti, con il proprio pene che in base all’angolazione e alla posizione scelta può andare a prenderla in pieno!