Dirty talk: l’erotismo nella parolaccia

Perché piace questa pratica sessuale

Sul perché piaccia il dirty talk si potrebbe scrivere tanta letteratura e fare analisi a livello psicanalitico che certamente annoierebbero il lettore. Per sintetizzare si può dire, senza troppo generalizzare, che il parlare sporco stimoli le persone a tirare fuori quella parte selvaggia di sé, quel lato animalesco che tutti, per consueto vivere, reprimono in ogni modo, e che magari non amano ammettere nemmeno con se stessi. Questo vale tanto per chi volesse dare un ritmo più intenso all’atto sessuale, stimolando con parole aggressive il partner, quanto per quelle coppie trasgressive che amano immedesimarsi in veri e propri giochi di ruolo . L’insulto molto scurrile e che prevarica ogni limite del decoro equivale, di fatto, ad incarnare la parte di un personaggio che si distanzia dalla persona che si è ogni giorno, e dona alla coppia un grado di affiatamento mai visto prima. Il segreto del dirty talk sta nell’intimità, nel fatto che due persone, in quel momento, decidano consensualmente, in modo più o meno esplicito, di abbandonarsi ad essere qualcun’altro. Ad un passivo piacerà essere annullato e totalmente sottomesso, fisicamente e non, al proprio partner, un attivo invece godrà al massimo della sua posizione predominante, elevandosi ad un livello superiore cui tutto è concesso per il fine ultimo del piacere reciproco.

Talk Dirty To Me Neon

 

Consigli su come iniziare

Ovviamente il dirty talk procede per gradi, e varia in base all’esperienza ed all’intimità della coppia. Iniziare immediatamente, magari con un partner relativamente nuovo a simili pratiche, con sessioni di sottomissione verbale e psicologica potrebbe essere deleterio e portare un certo grado di ridicolo imbarazzo. Il consiglio è quello di cominciare per fasi, accennare al proprio partner alcune fantasie parlandone, proporre di aumentare il ritmo, ma gradualmente.
Iniziare con frasi relativamente innocue durante l’atto sessuale come: vai più forte; sbattimi ancora; spingi; distruggimi da parte del partner passivo, e: non mi scappi; ti distruggo; ti sfondo per l’attivo, è un primo passo per verificare il grado di affiatamento. Ovviamente con il tempo dovranno delinearsi i ruoli, che potranno poi invertirsi per creare eccitazione maggiore, magari dando al dominante il ruolo del dominato o viceversa, o imponendo a quello che per il costume sociale è il sesso più forte una connotazione di inferiorità.
Queste pratiche rientrano già in una zona rossa più propriamente estrema, e frasi come sei la mia puttana detta da una lei al suo uomo, potrebbe eccitare da morire solo quando si fosse sicuri del piacere reciproco.
In una fase intermedia potrebbe essere positivo stimolarsi anche per messaggio prima del sesso, al di fuori del momento sessuale: stasera la tua padrona ti regalerà un bel po’ di dolore per premiarti è una variante più raffinata del super dirty lurido verme ti schiaccio o mi infilo il tuo stupido cazzo in gola fino a ingoiarlo, questo preparerà il terreno per la nottata di fuoco, avendo già messo in chiaro eventuali luoghi e termini aggressivi.
I toni della voce inoltre saranno importanti, sussurrare nelle orecchie oscenità come: sei solo la mia troia schifosa o non vali un cazzo, lurido pezzo di carne metteranno una certa dose di eccitazione nella mente di chi le ascolta; urlare, magari nei panni del passivo, frasi come crepami porco o sbattimi come una troia enfatizzerà il ritmo della prestazione. La bocca sarà molto importante: dire oscenità sputando sull’elemento passivo della coppia potrebbe eccitare ulteriormente, oppure avere un impedimento in bocca mentre si implora l’attivo, creerà un clima di forte tensione emotiva e perversione che porterà ad un piacere superiore.